Tokenizzazione della proprietà intellettuale e delle royalty
La tokenizzazione delle royalty permette agli investitori di acquistare una quota dei proventi generati dalla proprietà intellettuale (IP, intellectual property) — da streaming, trasmissioni, licenze o vendite — di solito senza possedere i diritti sottostanti. Il valore sta nei dati: chi incassa, da dove, su quale base e al netto di quali deduzioni.
I flussi di reddito che si possono tokenizzare
Dai diritti ai pagamenti
Cosa deve gestire la piattaforma
Su Coretos Ledger sono campi, regole e workflow di uno schema versionato dedicato a questa classe di asset:
Quale token scegliere
La maggior parte dei token sulle royalty conferisce una quota dei proventi, contrattuale o cartolarizzata, anziché la proprietà del diritto d’autore, del brevetto o del marchio. Quando gli investitori si aspettano un rendimento finanziario, il token è di solito un titolo — un titolo partecipativo o una quota di una SPV — emesso come token permissioned che possono detenere solo investitori verificati e idonei. I proventi sono irregolari e possono calare man mano che un catalogo invecchia o un brevetto si avvicina alla scadenza, quindi i titolari devono vedere i rendiconti storici, la durata residua e la posizione di recoupment, non solo un rendimento di facciata.
- Token di partecipazione ai proventi o titolo di debito, non l’IP in sé
- Una classe di token per catalogo, portafoglio o licenza
- Pagamenti basati sui rendiconti delle royalty importati
- Durata residua e scadenze visibili ai titolari
Le regole da pianificare
Informazioni di carattere generale, non consulenza legale. Coretos pianifica il percorso normativo con consulenti legali abilitati.
Leggi la guida al percorso legale e normativoCome la sviluppiamo
Configuriamo diritti, territori, base di calcolo delle royalty e recoupment nello schema IP di Coretos Ledger, importiamo i rendiconti di società di gestione collettiva, distributori e licenziatari e li riconciliamo con gli incassi prima di qualsiasi pagamento. I titolari vedono i proventi per fonte e periodo, e ogni rettifica — un rendiconto in ritardo, una contestazione emersa da un audit, una data di reversione — viene registrata nell’audit trail.
- Configurata sul core di Coretos Ledger, non sviluppata da zero
- Design pronto per l’uso come collaterale: parametri di valutazione, rimborso e rischio definiti fin dall’inizio
- Token permissioned con smart contract sottoposti ad audit indipendenti
- Sviluppata e gestita su Amazon Web Services (AWS)
Tokenizzazione della proprietà intellettuale e delle royalty: le risposte
Chi detiene token sulle royalty possiede la canzone o il brevetto?
Di solito no. Detiene il diritto a una quota dei proventi, definito per contratto o tramite quote di un veicolo. Il diritto d’autore, il brevetto o il marchio restano di norma al titolare dei diritti o al veicolo.
Quanto sono prevedibili i proventi da royalty?
Dipende. I cataloghi affermati possono avere storici lunghi e stabili, ma i proventi dipendono dalle abitudini di ascolto e di acquisto, dagli accordi di licenza, dalle tariffe delle piattaforme e dalle condizioni contrattuali, e i brevetti e alcuni diritti scadono. I rendiconti passati non sono una previsione.
Perché i pagamenti delle royalty arrivano in ritardo?
I proventi passano per diversi soggetti incaricati dell’incasso — piattaforme, distributori, società di gestione collettiva — ciascuno con il proprio periodo di rendicontazione, quindi i pagamenti possono arrivare mesi dopo l’utilizzo che li ha generati. La piattaforma traccia ogni fonte e riconcilia i rendiconti con gli incassi.
Che cos’è il recoupment?
È il recupero di anticipi o costi prima che il titolare dei diritti riceva le royalty. Un token deve indicare se paga prima o dopo il recoupment, perché questo cambia il momento in cui i proventi iniziano a maturare.